Arte & Cultura, Vivere la città

Rolli Days: se non li conosci non conosci Genova

È maggio, la sessione estiva incombe, libri e appunti disordinati affollano già la scrivania, il sabato notte è finito più tardi di quanto ti eri promesso – come al solito – e poi è domenica. Vuoi davvero studiare di domenica col bel tempo che bussa alla finestra?
La risposta, ovviamente, è no! Cerchi disperatamente una scusa per abbandonare la tua stanza senza sentirti troppo in colpa: per fortuna sei a Genova, e se c’è una cosa di cui i genovesi vanno fieri (oltre il mare, la focaccia e il mugugno, ma ci sarà tempo per parlare anche di questo) sono i loro palazzi storici e le vie evocative. Aspetta, ci sono i Rolli Days!

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Parlando di vie, il cuore dei Rolli Days è sicuramente via Garibaldi, già Strada Nuova, un tempo conosciuta come la via Aurea, nome che non ha bisogno di essere spiegato.

Sì, ma cosa sono esattamente i Rolli, e come funzionano?
Pare che su Google vadano forte gli elenchi puntati, quindi ecco a voi gli elementi essenziali per saperne di più su uno degli eventi maggiormente attesi nel capoluogo ligure, spiegati per punti:

  • Un po’ di storia: alzi la mano chi di voi si è mai chiesto cosa voglia dire Rolli. La risposta è molto semplice: ruoli, che in italiano attuale può essere tradotto con elenchi. Il nome esteso infatti sarebbe “Rolli degli alloggiamenti pubblici di Genova” e, in poche parole, si trattava di liste in cui le famiglie nobili della Superba si facevano inserire per partecipare periodicamente ad un sorteggio. Questa estrazione serviva a stabilire equamente chi avrebbe ospitato i potenti italiani ed europei in visita in città (parliamo della seconda metà del Cinquecento, dunque i termini italiani ed europei sono leggermente impropri, ma efficaci, ndr). Questi personaggi potevano essere duchi, principi, fino a imperatori e addirittura papi.20180404_114108.jpg
  • Patrimonio Unesco. Dal 2006 i Palazzi delle Strade Nuove – non solo via Garibaldi, ma anche via Cairoli e l’universitaria via Balbi – sono entrati a far parte del tesoro storico-artistico protetto dall’autorevole ala dell’Unesco, e da quel momento sono diventati una meta ambitissima dai turisti, ma anche dagli stessi genovesi, che ne approfittano per riscoprire i propri gioielli. In totale si tratta di 42 dimore nobiliari ma, caro studente, non temere: le tappe principali – e visitabili – sono molte meno. Tra i must vanno segnalati Palazzo Rosso, Bianco e Tursi, Balbi civ. 2, 4 e 6 – sedi di Scienze Umanistiche – Palazzo Reale e Spinola. Talvolta viene aperto anche Palazzo del Principe. Non sempre perché è ancora oggi residenza privata della famiglia Doria. Sì, quei Doria, con tanto di modem del wi-fi nascosto dietro un comodino del Seicento per illudere i turisti che i discendendi del generale Andrea non navighino su Facebook.
  • Sì, ma quindi? Ho capito, volete arrivare al sodo. Partecipare ai Rolli Days è semplicissimo: è gratuito, l’entrata è libera dal mattino alle 10 alla sera alle 19 circa, non c’è uno dei palazzi principali che non sia comodamente raggiungibile con una passeggiata tra le vie del centro, magari col naso all’insù, per godere a pieno delle architetture barocche e del cielo terso (un azzurro così, a Milano, lo avete mai visto?). Tutto ciò che dovete fare è consultare il programma che viene aggiornato ogni volta quando le fatidiche giornate si avvicinano, e incrociare una delle visite guidate che partono regolarmente, di solito in uno degli atri, appunto, di via Garibaldi.20180404_11460620180403_114952

1 pensiero su “Rolli Days: se non li conosci non conosci Genova”

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